Uscita didattica classe 3a

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”.

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Progetto Educativo di Istituto

L’Istituto "Figlie di Betlem" è l’Ente Gestore delle Scuole "Betlem" di 20081 Abbiategrasso, Corso S. Pietro 31-33, delle Scuole "Benedicta" con annessa Sezione Primavera e "Figlie di Betlem" di 21013 Crenna di Gallarate, Via Locarno 9, delle Scuole "Betlem"  di 20153 Milano, Via Novara 540.

Ha la propria sede legale in 20123 Milano, Via S. Vittore 24. È costituito dal Consiglio Generale che è presieduto dalla Superiora Generale.

La Superiora Generale, con il suo Consiglio, agisce civilmente mediante la Rappresentante legale.

Per le Scuole di cui è Gestore, traccia il seguente

Orizzonte educativo dell’Istituto

 

Il titolo richiama, in parte, il passaggio che è avvenuto con la L. 30/2000 art. 1,1: dalla scuola dello Stato alle scuole della Repubblica che sono più autonome, più corresponsabilizzate, più orientate alla qualità.

 La res publica è espressione della communitas della polis. La communitas è lo spazio ambientale in cui la persona è soggetto, che sta con altri soggetti con i quali interagisce. Insieme vivono una vita organizzata da norme, condivise possibilmente da tutti, negli aspetti essenziali. Tali norme costituiscono l’ossatura della polis.

Quale soggetto che è nato per vivere, chiede di vivere la vita in situazioni, relazioni e soddisfazioni di qualità:

-      dell’accompagnamento per sopravvivere e non perdersi lungo i sentieri inesplorati del mondo in cui è stato posto

-      della rispettosa liberazione del potenziale che ha dalla nascita per vivere l’avventura di persona fra le altre persone

-      dell’apprendere per conoscere il patrimonio culturale dell’ambiente e società in cui vive

-      del dialogo per interrogarsi, interrogare, sapere. Interrogativi e desideri che interpellano anche la sua dimensione religiosa, motivo per cui nel quadro dei "saperi" rientra, a buon diritto, la cultura religiosa.

Non solo il soggetto ma anche la polis riceve forza e dinamismo dal   Regno di Dio che in Gesù Cristo, il Risorto, è processo rigeneratore della persona e del cammino storico dei popoli.

Questa politica della qualità è tale che non darà mai un’"adeguata" certificazione su carta e, per lo più, sfuggirà alla misurabilità: si imprimerà nell’animo che, quale motore propulsore e di ricerca, risveglierà, attiverà, supporterà abilità e conoscenze che favoriranno nel soggetto l’acquisizione di competenze e di strumenti di valutazione, di critica e di giudizio grazie ai quali sarà cittadino/a attivamente democratico/a.

La sussidiarietà nella vita della scuola

 

Il sentire e il pensare, che delineano l’orizzonte educativo, permeano e plasmano mentalità, azioni e operazioni che imprimono uno stile di vita e coordinano, nella soddisfazione o ben-essere di sé, il lavoro di squadra dei soggetti chiamati ad interagire in forza del principio della sussidiarietà: dagli studenti ai genitori, ai dirigenti coordinatori, docenti e non docenti operanti nella scuola, agli enti locali, regionali, nazionali, nell’attenzione alla storia, società e territorialità.

La Legge 107 del 13 luglio 2015 all’Art. 1, con modifiche al DPR 8 marzo 1999, considera la sussidiarietà in questi termini:

«§ 14. L'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, è sostituito dal seguente:

«Art. 3 (Piano triennale dell'offerta formativa).

  1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il piano triennale dell'offerta formativa, rivedibile annualmente. Il piano è il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia».

La sussidiarietà per il conseguimento delle finalità

Alla luce della Costituzione della Repubblica Italiana, delle Beatitudini evangeliche che, esegeticamente considerate nel loro aspetto gioioso del Regno, presentano un’alternatività capace di modificare ed anche cambiare le situazioni umane, nella fedeltà creativa alla tradizione educativa dell’Istituto, fondato nel 1871 dalla nobildonna Virginia Besozzi, che ha voluto chiamare l’opera "Betlem" _ l’etimo è il termine ebraico 'Bêth-lehem' che sta a significare 'casa del pane' o, come traducono altri studiosi, 'città del pane' _ la scuola intende essere:

-       casa in cui viene spezzato il pane della cultura mediante i saperi, religioso compreso

-       vivo luogo di proposta e di testimonianza dei valori umani e cristiani che, in quanto universali e cattolici, nel rispetto reciproco si aprono ad altre educazioni e fedi

-       sereno e serio ambiente nell’accompagnamento di umanizzazione della persona fino alla comprensione di cittadino/a democratico/a

-       casa in città, quale centro propulsore e di ricerca di esperienze educative e culturali in dialogo con il contesto civile territoriale, nazionale, europeo ed internazionale.

-       casa aperta all’Europa. Non si può più disattendere la Raccomandazione europea del 18 dicembre 2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave [key competences] per l’apprendimento permanente.

Nell’ambito del suo sistema di Gestione, l’Istituto mira alla soddisfazione dei fruitori del servizio erogato attraverso un pieno coinvolgimento del personale docente e non docente, con la creazione e il mantenimento di uno spirito di squadra che inneschi motivazione, fiducia e partecipazione.

Tutto il personale dell’Istituto, oltre che rispettare e attenersi alle linee di indirizzo definite nel PTOF, deve sentirsi partecipe dei cambiamenti ed essere fucina di idee per una progressiva e migliore crescita comune.

I macro obiettivi che l’Istituto si pone sono:

*  la soddisfazione di tutte le parti interessate

*  la cura della Comunicazione interna e esterna

*  un’adeguata Formazione a tutto il proprio personale, secondo le specifiche competenze

*  il rispetto di tutta la legislazione e normativa vigente e cogente

Gli obiettivi specifici sono definiti annualmente con la revisione del PTOF.